La BIBLIOTECA COMUNALE DI PAPOZZE presenta

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13/08/2019

la mostra di pittura VISIONI POLESANE di Busolli Giuseppe

Inaugurazione venerdì 16 agosto 2019, ore 18:00

Aperta dal 16 al 25 agosto 2019

tutti i giorni dalle ore 20.00 alle 23.00

e le domeniche dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 20.00 alle 23.00

 

VISIONI POLESANE

di terra, di acqua, di cielo

 

“Il paesaggio come protagonista è sempre

espressione di uno stato d’animo.”

Lalla Romano

 

 

I visitatori della mostra di pittura di Giuseppe Busolli non possono non rimanere colpiti dalla familiarità dei luoghi rappresentati: «Si, quel posto lì io l’ho visto, io so dov’è, ma forse è anche…». Sono le espressioni più comuni che sfuggono con spontaneità dalla bocca delle persone, infatti ogni quadro ci si offre come la foto di qualcosa che ben conosciamo, ma nello stesso tempo ci appare come una visione di un altrove in cui vorremmo immergerci totalmente liberi dalle cure quotidiane. È il potere magico della vera pittura che sa raffigurare ciò che ogni giorno abbiamo sotto gli occhi, ma non vediamo, la vera pittura sa trasfigurare il consueto in qualcosa di nuovo di cui non avevamo ancora percepito la bellezza profonda. Potremmo chiamarla nostalgia profonda di un altrove, che non è lontano, ma vive e pulsa qui intorno a noi. L’occhio fotografico di Giuseppe Busolli, con la sua pittura, sa restituirci stati d’animo in cui sprofondare totalmente con piacere.

La leggerezza, l’immediatezza della percezione visiva, la sospensione misteriosa dell’atmosfera, l’incanto del primo sguardo sono resi attraverso un’abilità tecnica matura, che nasce da una forte inclinazione naturale emersa fin dall’infanzia, unita nel tempo allo studio, alla ricerca continua ed alla conoscenza diretta dei maggiori maestri della pittura italiana antica e moderna.

L’equilibrio, la misura delle cose, la precisione prospettica, il mettere a fuoco la giusta inquadratura, come i grandi maestri del nostro Rinascimento, gli vengono anche dall’arte muraria praticata per tutta la vita lavorativa per guadagnarsi il pane, ora guadagnata l’età della sospensione dal lavoro è giunto il tempo di riaprire le porte alla creatività, dove l’ispirazione trae solide basi da una lunga formazione consapevole dei propri mezzi espressivi.

 

Le opere

 

A incipit della mostra, una triade di quadri costituisce una sorta di manifesto della poetica di G. B., nel primo quadro un sentiero misterioso conduce nel folto della selva golenale del fiume Po, una rudimentale palizzata segna la presenza/assenza dell’uomo, una poiana appollaiata su un palo e un riccio in fuga, sono come due animali totemici a protezione del luogo. Le tonalità medie dei colori contribuiscono a creare l’atmosfera sospesa fra realtà e mito.

Nel secondo quadro, la villa vicino all’antica canonica di Papozze prima dell’alluvione del ’51, si erge ancora come un fantasma nell’area golenale, è la radice dai cui ha avuto origine il nuovo paese, è la radice della memoria, che persiste e permette l’esistere della nuova comunità.

Nel terzo quadro, una tipica casa polesana, dalle forme semplici ed essenziali, simile alle tante che si ergevano vicino all’argine maestro, un tempo rifugio e conforto alla fatica di chi ha costruito, con il duro lavoro, il paesaggio fonte di vita. È la dimora dell’uomo, è da tempo abbandonata e presto la Natura se ne approprierà. E tutto ritornerà alla terra.

 

La mostra prosegue poi con numerosi altri quadri in un susseguirsi di immagini spettacolari: la nuvola che come un castello incantato si erge sopra il fango della terra arata di fresco, la cascata di luce che piove da cumuli di nuvole temporalesche sui campi fecondi, le campagne viste dall’argine si mostrano a noi in tutto il loro incanto con i colori forti dell’estate e i cieli in cui lo sguardo si perde felice. Accanto ai felici paesaggi aperti dell’immensa pianura, ci sono le vedute di golena più racchiuse e misteriose e l’osservatore è quasi costretto a guardare in punta di piedi per non disturbare quel mondo magico a parte, che sta fra l’argine maestro e il corso del fiume. Ecco forse siamo stati noi osservatori a far volare via le oche del laghetto, frutto dell’antico scavare, tivar, argilla per i mattoni della fornace, ma anch’essa nell’ inverno delle favole sta per ritornare alla Natura.

Anche l’argine maestro e il corso del Po si offrono a noi in immagini potenti di tramonti autunnali, di tempeste incombenti o schiarite inaspettate. Gli occhi danzano ammirando i quadri e non si stancano di perdersi nelle sfumature, nelle forme, nei giochi di luce.

È la luce a indicarci l’ora del giorno e la stagione e G. B. ne è maestro sapiente.

 

In mostra non mancano quadri sul paesaggio deltizio più vicino alla foce del Po, alcuni esempi: il faro di Pila, che si erge come un gigante a protezione della fragilità di questo ambiente, confine fra acqua e terra, nella sacca di Scardovari barriere rocciose calcinate da uno zenitale sole estivo, immobili uccelli limaioli, che si specchiano nell’acqua paludosa e poi tramonti di brace e albe arrossate.

 

La figura umana non è presente in questa mostra, ma sono presenti i segni del suo esserci e come un maestro fiammingo G. B. ci propone i frutti e gli ortaggi della terra polesana, la mensa così apparecchiata è un invito a godere dei frutti del lavoro dell’uomo. E le pesche, è un peccato non toccarle, però il visitatore ne percepisce il profumo attraverso il colore.

 

La pittura di G. B. è fatta per il piacere degli occhi, la tecnica esalta la leggerezza della visione, ha il coraggio della semplicità più autentica, perché solo rappresentando la superficie delle cose possiamo coglierne la profondità più intima.

 

 

Nota biografica:  

Giuseppe Busolli nasce a Papozze alcuni mesi dopo la grande alluvione del ’51, fin dall’infanzia manifesta una spiccata inclinazione verso la pittura e già nell’adolescenza compone le prime opere, nella giovinezza si mantiene vivendo di pittura a Venezia. Concluso il periodo veneziano e ritornato in polesine, pur lavorando come muratore artigiano, continua l’attività artistica, diviene socio del C.A.L.P. di Polesella e del A.C.L.A.F. di Ferrara, partecipa a numerose mostre collettive e personali a Adria, Padova, Ferrara, Milano. Dopo il pensionamento G. B. si dedica a tempo pieno alla pittura ed alla scultura, infatti l’arte per lui è una ragione di vita.     

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